Cosa dice la legge
L’iter di natura amministrativa previsto ai fini dello scioglimento delle amministrazioni locali, in relazione al fenomeno delle infiltrazioni mafiose, è compiutamente disciplinato dagli artt. 143 e 146 del Testo Unico degli Enti Locali di cui al d.lgs. n. 267 del 2000. L’art. 143 co. 2, prevede, anzitutto, un potere d’iniziativa in capo al Prefetto del territorio interessato che, informato dalla magistratura o dalle Forze di Polizia del probabile rischio di infiltrazioni mafiose in un determinato ente, dà avvio alla cd. Procedura di accesso agli atti. La commissione d’accesso di nomina prefettizia, composta dai vice prefetti, funzionari di prefettura e funzionari delle Forze dell’Ordine, porta avanti un’attività d’indagine sull’operato dell’amministrazione locale, valutando la rilevanza degli elementi sui quali fondare la proposta di scioglimento, rappresentati dai vizi e dalle anomalie dell’azione amministrativa dell’ente. Una volta terminato il lavoro d’indagine, la Commissione stila una relazione indirizzata al Prefetto il quale, a sua volta, trasmette un rendiconto al Ministro dell’Interno, affinché quest’ultimo possa valutare la possibilità di pervenire, o meno, ad uno scioglimento. Laddove gli elementi ottenuti a seguito di attività d’indagine risultino essere idonei ad integrare gli estremi dello scioglimento, il Presidente della Repubblica, su proposta del Ministero dell’interno e previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, procede all’emanazione del decreto che dispone lo scioglimento dell’Ente. In seguito, viene nominata, ex art. 144 TUEL, una commissione straordinaria per la gestione dell’ente, per un periodo che va dai 12 ai 18 mesi, prorogabili fino ai 24.
A Lamezia Terme sono stati nominati tre commissari: il Prefetto Francesco Alecci, siciliano, già prefetto all’Aquila fino al 2016, il viceprefetto Mariagrazia Colosimo, calabrese, attualmente all’ufficio centrale ufficio affari legislativi e relazioni parlamentari e la dirigente di quarta fascia Desireè D’Ovidio, napoletana dirigente presso la Prefettura di Salerno, a loro sono conferiti i poteri di sindaco, giunta e consiglio. Tale commissione permane in carica fino allo svolgimento del primo turno elettorale utile. Contro il decreto di scioglimento, l’Ente ha la possibilità di rivolgersi, in prima battuta, al TAR per chiedere l’annullamento del decreto stesso, oppure, eventualmente, proporre appello dinanzi al CdS.
Annalisa Gigliotti
